Si può vivere in una casa senza finestre?

Le case senza finestre impongono delle situazioni particolari, dalla gestione della luce naturale alla ventilazione. Ecco cosa è importante sapere in questi contesti.

La presenza di finestre in un’abitazione è una caratteristica data per scontata. Esistono tuttavia casi in cui è necessario abitare spazi che ne sono privi. Vivere in una casa senza finestre solleva interrogativi pratici e legali, dovendo rispettare precise normative e l’adozione di soluzioni progettuali per garantire benessere, comfort e sicurezza.

Le finestre sono obbligatorie?

Le finestre non sono sempre obbligatorie, anche se la normativa italiana prevede regole precise a seconda della destinazione d’uso degli spazi. Il Decreto Ministeriale del 5 luglio 1975 (uno dei riferimenti principali in materia di edilizia residenziale) stabilisce che ogni abitazione debba essere progettata per garantire adeguata ventilazione e illuminazione naturale. Per le stanze principali, come soggiorno e camere da letto, viene per esempio richiesto un rapporto di area/illuminazione minimo pari a 1/8 della superficie calpestabile. Ciò significa che almeno un ottavo dell’area della stanza deve essere occupata da finestre.

Ci sono tuttavia delle eccezioni. Per alcuni locali, come bagni, ripostigli e corridoi, le finestre non sono obbligatorie. Devono però essere presenti sistemi di aerazione meccanica che assicurino un corretto ricambio d’aria. Nei contesti urbani ad alta densità abitativa, queste deroghe sono spesso applicate per sfruttare al meglio spazi limitati.

La normativa sulla camera da letto senza finestra

Secondo la legge, dunque, le camere da letto devono essere dotate di almeno una finestra apribile, per garantire luce naturale e un adeguato ricambio d’aria. In alcune situazioni particolari, ambienti senza finestre vengono occasionalmente destinati alla funzione di camera da letto. In questi casi, per rispettare la normativa, è necessario adottare misure compensative, come l’installazione di sistemi di ventilazione meccanica controllata, che garantiscano un costante ricambio d’aria, oppure l’uso di soluzioni architettoniche che massimizzino l’accesso alla luce naturale indiretta.

Va sottolineato che l’assenza di finestre in una camera da letto rappresenta un’eccezione, e in molti comuni italiani potrebbe non essere consentita. Il mancato rispetto delle normative può comportare sanzioni amministrative, la perdita del certificato di agibilità o, in casi estremi, l’inagibilità degli spazi. È quindi fondamentale verificare i requisiti stabiliti dai regolamenti edilizi locali e rivolgersi a professionisti qualificati prima di destinare un ambiente privo di finestre a uso abitativo.

Soluzioni di arredo per la camera senza finestra

Arredare una camera priva di finestre richiede strategie mirate.

  • Illuminazione artificiale: investire in un sistema di illuminazione ben progettato è fondamentale. Si consiglia di utilizzare lampade con tonalità calde (tra 2700K e 3000K) per ricreare l’effetto della luce naturale. Una combinazione di luci dirette e indirette, come faretti orientabili e strip LED, può aumentare il comfort visivo.
  • Colori chiari: scegliere tonalità neutre o pastello per le pareti e i soffitti aiuta a riflettere la luce artificiale, rendendo l’ambiente più luminoso. Anche gli arredi in materiali lucidi, come il legno laccato o il metallo, contribuiscono a diffondere la luce.
  • Specchi e superfici riflettenti: posizionare degli specchi in punti strategici, può amplificare la luce creando l’illusione di disporre di uno spazio più grande.
  • Piante da interno: anche in assenza di luce naturale, è possibile aggiungere un tocco di verde con piante capaci di adattarsi a condizioni di scarsa luminosità, come il pothos o la sansevieria, migliorando oltretutto la qualità dell’aria.

Come garantire la sicurezza nella camera da letto senza finestre

La sicurezza in una camera priva di finestre è una questione fondamentale, soprattutto per quanto riguarda il ricambio d’aria e la protezione dagli incendi.

  • Ventilazione meccanica controllata (VMC): sistemi che aspirano l’aria viziata immettendo aria fresca dall’esterno, garantendo un ambiente sano e privo di umidità. La tecnologia moderna consente anche di filtrare l’aria, migliorando la qualità complessiva.
  • Rilevatori di fumo e monossido di carbonio: installare dispositivi di allarme è essenziale in spazi senza vie di fuga dirette. Questi rilevatori possono fare la differenza in caso di emergenza.
  • Materiali ignifughi: per ridurre i rischi di incendio, è consigliabile utilizzare materiali certificati per arredi e rivestimenti, come ad esempio, tappeti ignifughi e tende in tessuti resistenti al fuoco.

È legale avere il bagno cieco?

Il bagno cieco, senza finestre, è una soluzione comune in molti appartamenti moderni. La legge italiana lo permette a condizione che vengano rispettate alcune regole. In primis, l’installazione di un sistema di aerazione meccanica con estrattori d’aria, che garantisca almeno 12 ricambi d’aria all’ora. Gli impianti devono essere collegati a un sistema di scarico verso l’esterno per evitare l’accumulo di umidità e cattivi odori. In alcuni comuni, potrebbe essere richiesta una dichiarazione di conformità da parte di un tecnico abilitato per assicurarsi che il bagno cieco rispetti tutte le normative vigenti.

Quale formato di finestre non è legale per le abitazioni?

Non tutte le finestre sono conformi e  legali nelle abitazioni. La normativa UNI 7697 impone che i vetri utilizzati in ambito residenziale siano di sicurezza. I vetri installati in porte-finestre o a un’altezza inferiore a 100 cm dal pavimento, ad esempio,  devono essere temprati o stratificati, per evitare pericolose schegge in caso di rottura. Le finestre devono inoltre garantire l’isolamento termico e acustico previsto dal Decreto Legislativo 192/2005. L’installazione di finestre non a norma può comportare il rifiuto del rilascio del certificato di abitabilità e/o l’applicazione di severe sanzioni amministrative.

Blog
Cosa c'è di nuovo in tendenza

Blog correlati